Blonda Ruffa Venerdì, 02 Aprile 2010

La preghiera dell’Agnello

Monsignor Canciani, esegista biblico è noto per essere il sacerdote animalista che benediceva gli animali nella sua Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini a Roma.

E’ deceduto due anni fa, ma il suo ricordo è ancor vivo, e riporto una poesia in memoria del sacrificio inutile di tante vite innocenti.

La preghiera dell’agnello.

“Signore, sono un piccolo agnello,nato da un sogno della tua creazione. A noi agnelli, per breve tempo ci è dato di brucare, sulle colline l’erba madida di rugiada e scaldata dai primi raggi del sole.

C’è chi crede di poter festeggiare la Tua Pasqua vittoriosa con la nostra morte, lunga, crudele. Assieme ad altri agnelli resterò appeso, da vivo, perché la mia carne sia più bianca, in attesa che l’ultima goccia di sangue esca dalle mie vene tra immense sofferenze.

Con la sensibilità allo spasimo, e gli occhi lacrimanti, guarderò a Te, che hai voluto essere chiamato Agnello di Dio. Per questa tua partecipazione al mio dolore, fa che possa almeno vivere insieme ai miei Amici in quel soggiorno felice che è il Tuo paradiso, per specchiarmi per sempre nella limpidezza del tuo amore eterno. Amen”.

Mario Canciani.

 

Blonda Ruffa Mercoledì, 10 Marzo 2010

Gli Occhi di un Cavallo

“Un cavallo, una mattina intorno agli anni trenta, percorreva, chiuso tra due stanghe,

un vicolo circondato da giardini di un’aerea bellezza, ma non andava avanti che a stento, anzi,

non andava mai avanti.

Il suo carico, alto come una casa, era disumano.

La testa del cavallo, abbassata, scarna, e sensibile, come pensierosa,

si volgeva continuamente a guardare verso i fianchi quelle orride piaghe.

Gli occhi sembravano pieni di lacrime ma, forse, era solo un colare di umore, perché – si dice –

i cavalli non piangono.

Non avevo ancora visto l’umanità seduta su un martirio.

Ad un certo punto la vidi, sotto forma di un giovane carrettiere, di cui ricordo solo il vigore,

l’immobilità, la tracotanza, il berretto e il braccio con la terribile frusta, alzato.

Il carrettiere scese con un balzo a terra, ma non usò la frusta che aveva sotto il braccio: prese,

sollevò, avvicinò a sé,

con due mani, la grande faccia gentile del cavallo, la guardò negli occhi e in quegli occhi, alla fine,

con folle violenza, sputò..!

Io ripresi il mio cammino, dopo un momento, mentre anche il carro si muoveva,

con il suo carico di martirio e di ingiurie, per il vicolo infinito….

e ancora quei vortici della bacchetta di fuoco…

Non ricordo altro, ma pensai a lungo, diciamo mezzo secolo e più, a quel cavallo, e devo aggiungere:

l’inferno di questo secolo non mi fu ignoto né estraneo, vidi tutti i giornali, dagli anni quaranta in poi,

e fui testimone di molte sofferenze e disastri.

Ma non dimenticai quel cavallo. Ancora adesso, dopo forse sessant’anni,

leggo molti giornali e sono testimone, per lo meno nel pensiero,

la notte, quando cantano solo i tubi dell’acqua in cucina e la pioggia scorre sul selciato,

dei disastri e del dolore terrestre.

Ma non dimentico quel cavallo.

Aggiungo che un’altra volta, certo per scherzo, da ragazzetta, in quel tempo,

forse perché ero sciocca e camminavo sempre,

fui raggiunta anch’io da un colpetto di frusta e, dopo un momento di rabbia,

me ne sorpresi positivamente e me ne rallegrai…dividevo qualcosa con quel cavallo, che sempre più, ai miei occhi,

si elevava a simbolo mite del passaggio nel mondo del Signore dei Cieli.

Questi, infatti, non può essere che ingiuriato, usato e colpito, e poi, ingiuriato”.

Anna Maria Ortese – In sonno e in Veglia.

 

Blonda Ruffa Venerdì, 10 Aprile 2009

Gesù e il Cagnolino

Mi chiedo se Cristo avesse un piccolo cane nero tutto riccioluto e lanoso con due lunghe seriche orecchie, un naso umido e rotondo e due teneri occhi marroni e scintillanti.
Sono sicuro, se lo avesse avuto, che quel piccolo cane nero avrebbe saputo sin dal primo istante che egli era Dio; che non avrebbe avuto bisogno di nessuna prova della Dività del Cristo, ma che avrebbe semplicemente venerato il suolo su cui Lui fosse passato.
Ho paura che non lo avesse, perché ho letto come Egli pregasse nell”orto da solo poiché tutti i suoi amici erano scappati, persino Pietro, quello detto “una roccia”.
E, oh, sono sicuro che quel piccolo cane nero, con un cuore tanto tenero e caldo, non lo avrebbe lasciato soffrire da solo, ma, spuntandogli da sotto il braccio, avrebbe leccato le care dita, strette nell”agonia.
E, aspettandosi qualche coccola, ma incerto, quando egli fu portato via, gli avrebbe trottato dietro seguendolo fin sulla Croce.
Edwar Bach

 

Blonda Ruffa Giovedì, 12 Marzo 2009

Ancora sui cani in campagna

Essendo gli animali in balia degli uomini, il benessere di un cane, più che dalla posizione geografico-ambientale dipende dal cuore e dal cervello di chi lo custodisce. A proposito ricordo la storia di Rocky , vissuto tra i monti del verde Trentino, dove lui ha però condotto una vita da inferno. Si era parlato di lui non tanto tempo fa, ma la sua storia aveva commosso tanti, per cui ne ripropongo alcuni paragrafi.

Nel 2006 Rocky aveva solo tre anni. Custodiva un casotto nei dintorni di Vigo Rendena. Lo faceva legato a una catena e nutrito a pane e acqua, isolato dal resto del mondo e da qualsiasi rapporto con i suoi simili. Un veterinario libero professionista aveva firmato una dichiarazione di “benessere Rocky” ostacolando così qualsiasi tentativo di liberarlo attraverso una denuncia per maltrattamento. Ora, in questi giorni di festa e di auguri che si sprecano, Rocky è morto. E’ morto dopo avere spezzato la sua catena, come ultimo sforzo significativo di ribellione al trattamento riservatogli da chi lo “possedeva”. E’ morto con il ventre gonfio e stremato dalla dissenteria e con le zampe e il cuore incapaci di correre…

 

Blonda Ruffa Lunedì, 09 Marzo 2009

Cani ………via in campagna!

Chi vuol spedire i cani nelle foreste (in mancanza dell Eden) non si è mai domandato come mai nei paesi occidentali siano in aumento e nel nostro paese vi siano 6 milioni di cani e 7 milioni di gatti. La risposta è nel maggiore benessere, nella maggior cultura, nella maggior sensibilità e solitudine di tante persone. E sono insostenibili i paragoni con i partners o con i bambini, perché gli animali hanno un loro fascino particolare e una spontaneità innocente, una capacità di amare che li rende unici. Il discorso sarebbe piuttosto lungo e preferisco lasciarlo alle brevi, sintetiche e profonde frasi di due grandi dell\’umanità:

“I gatti e la musica sono l”unico sollievo alle miserie della vita”.
Albert Shweitzer – medico, antropologo, musicologo.

“Chi non ha mai avuto l”amore di un cane non sa cosa significhi essere amato”.
Arthur Schopenhauer – filosofo

 

Blonda Ruffa Lunedì, 02 Marzo 2009

Il Testamentto di un Cane

“Il Testamento di un cane”

“Amico mio, la mia eredità non è fatta di beni materiali, ma resteranno tuoi per sempre l”allegria, la gioia di vivere, il rispetto che spero di averti insegnato in tanti anni di vita in comune.Se sono riuscito a spiegarti cosa è l”amore di un cane e tu sarai capace di regalare un amore che gli assomigli anche solo un poco – a qualsiasi essere vivente, uomo o animale che sia – spero di averti lasciato un bene inestimabile e scodinzolerò felice tra le nuvole.Una raccomandazione: non provare a dimenticarmi, non ci riusciresti… e non dire: “Basta animali, ho sofferto troppo”; se lo dicessi, vorrebbe dire che non ti ho lasciato nulla.Se ti ho insegnato l amore dimostramelo, offrendolo ad un altro animale: ti darà anche lui tenerezza, allegria ed ancora amore.E alla fine ti lascerà un testamento come questo. Così senza accorgertene, continuerai ad imparare e crescere, ed un giorno ci ritroveremo tutti insieme in un unico paradiso, perché non vi è un Paradiso per gli uomini ed un Paradiso per gli animali, ve ne è uno solo per tutti quelli che hanno imparato ad amare”.
di Anonimo.

 

Blonda Ruffa Lunedì, 01 Dicembre 2008

IO DENUNCIO

Io DENUNCIO
Di Libero Franco Manco

“Io denuncio al tribunale della vita
tutti coloro che traggono vantaggi
dallo sfruttamento dei più deboli e se ne infischiano.
Io denuncio al tribunale della vita
i profanatori della purezza, i predatori dell’innocenza,
gli iconoclasti della bellezza verginale del creato.
Io denuncio al tribunale della vita
il silenzio assassino dei mezzi d’informazione
che tacciono sull’olocausto degli animali
nei campi di sterminio dei mattatoi, nelle concerie,
nei boschi, nei mari.
Io denuncio al tribunale della vita
la congiura dei potenti contro la civiltà dell’amore,
l’oltraggio nei secoli contro
la fratellanza biologica universale.
Io denuncio al tribunale della vita
i vivisettori, questi esseri oscuri e infernali,
nemici della scienza e della verità.
Non è il cuore o l’intelletto che governa
la vita di questa gente spregevole ma,
l’egoismo, il denaro, la più avida ambizione.
Sia maledetto chi diffonde la menzogna,
chi tortura un animale indifeso,
chi disprezza l’altrui sofferenza,
chi uccide la speranza di un mondo migliore.
Io davanti a questi spregevoli
sputo a terra e li condanno
all’ostracismo a vita
dalla civiltà e dalla giustizia”.

Libero Franco Manco. (scrittore , poeta, archietto)

 

Blonda Ruffa Mercoledì, 05 Novembre 2008

Niente Foie Gras alle Feste !

In merito al foie Gras, vi era stato un bliz di alcuni infiltrati animalisti nel grande allevamento per il foie gras Perigord (Quebec) che avevano documentato con un video l horror del foie gras.
Questo video aveva mostrato al mondo il gavage, i sistemi di allevamento, di abbattimento e l\’assoluta mancanza di rispetto e compassione per le povere bestie, l\’ipocrisia dei responsabili e la connivenza dei veterinari predisposti al controllo nei 60 stabilimenti in cui il foie gras viene prodotto.
La proposta di vietare il Gavage in tutta la Comunità Europea ha trovato la forte opposizione della Francia che detiene i 2/3 della produzione mondiale, in quanto questo prodotto rappresenta non solo una voce importante nell\’economia, ma una forte tradizione culturale, come la Corrida in Spagna, e quindi continuerà la barbara tradizione, che nessun Governo di destra o sinistra avrà mai il coraggio di vietare, in quanto autodistruttiva in termini di resa elettorale.
Questa barbarie potrà solo risolversi grazie a un contributo esterno, cioè ad un forte calo del consumo di foie gras nel mondo.
Il video su Youtube ha spazzato via i romantici orpelli pubblicitari che presentano il patè consumato accanto al caminetto, e lo contornano di visioni bucoliche di freschi prati verdi su cui candide oche pascolano gioiose, mentre la realtà presenta povere bestie immobilizzate in spazi insufficienti a cui viene procurata con il doloroso ingozzamento la steatosi una patologia che aumenta di 10 volte il volume del fegato. Dosi massicce di antibiotici e farmaci sono indispensabili dato l\’affollamento nei capannoni e la mancanza di igiene nelle gabbie, per cui l\’ignaro consumatore assumerà con la lunga agonia e la sofferenza dell\’animale tracce notevoli di farmaci. Internet che ci avvicina alla conoscenza della verità potrà contribuire ad eliminare le tante vergogne che affliggono la comunità umana, e che sempre ricadono sui deboli, siano uomini o animali.

 

Blonda Ruffa Martedì, 21 Ottobre 2008

I Gatti di Burrouhgs

“Il gatto non offre servigi. Offre se stesso. Naturalmente vuole cura e un tetto. Non si compra l\’amore per niente. Come tutte le creature pure, i gatti sono pratici.
I gatti mi rispecchiano in modo profondo. Sono riusciti ad aprire in me una vasta area di compassione. Ricordo di aver passato ore ed ore a piangere nel mio letto al pensiero che una catastrofe avrebbe potuto distruggerli.
La rabbia di un gatto è meravigliosa: brucia di pura fiamma felina, il pelo ritto e scintille sfavillanti di blu, gli occhi fiammeggianti che lanciano saette.
Circonda questa creaturina fiduciosa anche un\’aura fatale e triste. Nei secoli è stata abbandonata molte volte, tante volte ha gridato aiuto invano. Chi odia i gatti rispecchia uno spirito brutto, stupido, grossolano e bigotto”.

William Burroughs

 

Blonda Ruffa Venerdì, 17 Ottobre 2008

Diritti degli Animali. Il Quindo Comandamento

Di Giusi Ferrari

In questi giorni si festeggia il trentennale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell\’Animale, proclamata dall\’Unesco a Parigi. Era il 15 ottobre 1978. Il suo testo veniva redatto nel corso di diverse riunioni internazionali che vedevano personalità appartenenti al mondo scientifico, giuridico e filosofico discutere con le principali associazioni mondiali di protezione animale.Ciò che ne derivò è uno straordinario documento che abbatte la gerarchia antropocentrica. Il primo articolo della Dichiarazione afferma infatti che “tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all\’esistenza”. Alla fine di agosto del 2006 una lettrice chiese al teologo di Famiglia Cristiana Luigi Lorenzetti se il comandamento di non uccidere includesse anche gli animali. La risposta che venne poi pubblicata chiariva benissimo il concetto. “Il comandamento nella sua dizione sintetica, non esclude gli animali. Infatti dice di non uccidere anziché di non commettere omicidio”. In ogni caso la comprensione della creazione e del suo futuro ultimo conduce a estendere il comandamento anche agli animali e la questione ecologica, e quella animalista in particolare, non sono estranee al messaggio che la Chiesa è chiamata a trasmettere. Annunciare il progetto di Dio sul creato e su tutte le creature; denunciare la mentalità e i comportamenti che lo trasgrediscono e lo ostacolano. I casi sono innumerevoli e, tra questi il deplorevole abbandono degli animali, la sperimentazione cosiddetta scientifica che mutila e uccide, l\’industria della pellicceria che serve solo alla vanità, la caccia per sport, l\’allevamento in batteria e i mattatoi.
Non uccidere è doveroso, ma non basta. E necessaria una conversione individuale e collettiva a una nuova mentalità perché i cattolici non debbano ricorrere ad altre religioni o culture per coltivare un rapporto pacifico con gli animali. Dopo trent\’anni dalla dichiarazione continuiamo a trattare gli animali come cose. Razzismo e specismo sono le piaghe che rallentano l\’evoluzione umana. E così vogliamo evocare alcune parole della preghiera tibetana dedicata a tutti gli esseri senzienti. ” Splendido sarebbe se tutti gli esseri fossero liberi dal dolore e dalle cause della sofferenza e che possiamo condurli a questo stato di essere”

 

 

Blonda Ruffa Lunedì, 29 Settembre 2008

CARO CANE ………………..

“mi sono ripercorso la Bibbia cercando appigli per parlare bene di te. Su 36 citazioni trovate, 32 erano di disprezzo…”ec.ec. Questo l’incipit della lettera di Don Marco Scattolon, della Chiesa di Santa Bettilla di Spinea (VE) apparsa su La Stampa Web del 26 settembre e in altri giornali colpisce per il tono deciso, con cui rimprovera i suoi parrocchiani che spendono soldi per costruire canili attrezzati invece di costruire case per i fratelli arrivati dal terzo mondo.
A parte lo stile rude, i concetti, rappresentano lo stereotipo oscurantista che molta gente di Chiesa riserva al problema animale e il genuino Don Scattolon, l ha solo condito con uno stile battagliero e rusticano.
Infatti, l’Art 2419 del Catechismo della Chiesa recita: “Si ha cura di sottolineare che è indegno spendere per gli animali somme che andrebbero prioritariamente destinate a sollevare la miseria degli uomini.”
Del resto persino Sant’Agostino, nella Città di Dio, ammonisce che “trattenersi da uccidere animali o distruggere piante è il colmo della superstizione”. Quindi niente di nuovo.
Cosa ha invece sorpreso è stata la valanga di mail di protesta arrivate a La Stampa, 500 nei primi due giorni, a dimostrazione di come nelle persone il problema animalista stia prendendo sempre più coscienza e non si accetti più supinamente il diktat della teologia clericale che imponeva la linea aristotelica-tomistica del diritto degli uomini a disporre degli animali e dell’ambiente in quanto creati da Dio per questo scopo e che hanno prodotto lo sfruttamento più estremo e impietoso lungo tutto il corso della storia. Teorie che fanno inorridire le molte culture orientali basate su filosofie biocentriche. Ma anche nella Chiesa vi sono sempre stati gli oppositori, che recentemente sono aumentati e ricordo a caso Mons. Canciani, che nella sua Chiesa di Roma lasciava entrare i cani, e Padre Lorenzetti, e molti eminenti rappresentanti della Chiesa Anglicana, e dell’FSIRA, Confraternita religiosa cattolica che rifiutano l’antropocentrismo.
Anche in Baviera, patria di Benedetto XVI, Karl Bopp, Decano della Facoltà di Teologia salesiana di Benediktbenem, con la pastorale della Pasqua 2008, ha condannato duramente l’antropocentrismo che vede la natura e gli animali come una risorsa utilitaristica dell’uomo.

 

Blonda Ruffa

blonda ruffa Lunedì, 17 Marzo 2008

Le PARETI di Vetro

Tempo fa, alcuni di noi si erano lamentati dell’eccesso nel Forum di argomenti troppo invasivi, come il veganismo e la vivisezione, ed è comprensibile, perché nonostante i nostri principi etici, la sventura, anche soltanto raccontata, provoca in generale un senso di ripulsa, perché ci costringe a guardare la realtà, che turba il nostro desiderio di serenità e di gioia, legato alla necessaria distensione psichica. E la serenità e la gioia ce la offrono le notizie dei nostri animali, della loro innocenza e amore .
Io penso però che le due tendenze possano coesistere in modo da completarsi, anche perché il lForum, come tutti i fenomeni o fiorisce e si allarga, o si esaurisce e muore.
Il vivere con un animale è un arricchimento dello spirito, perché per vie misteriose fa maturare nel cuore quell’empatia e compassione anche per gli animali cosiddetti da reddito che non sono pezzi di ricambio, ma senzienti come i nostri e lo si capisce bene documentandosi.
Un allevatore intervistato in merito alla brutalità di un video rispondeva :”Alla gente non interessa come sono allevati o uccisi, a loro interessa solo carne tenera a poco prezzo”.
Ma io non ne sono convinta, perché la vista di povere mucche che a soli 7 anni sono già sfinite da mungiture forzate, da malattie e dall’ immobilità per gli spazi insufficienti, a cui non resta che il macello, è uno shock per una persona mediamente sensibile. Il macello è l’emblema della normale crudeltà con cui tutti conviviamo. Vengono spinte con calci e pungoli e se resistono oltre viene loro ritorta la coda e spezzata fino a farle urlare Vi risparmio il seguito che è peggio. Qualcuno di cui mi sfugge il nome ha detto. “Se i macelli avessero pareti di vetro saremmo tutti vegetariani.”

 

blonda ruffa Mercoledì, 20 Febbraio 2008

L’INNOCENZA degli animali

Una lettrice ci ha ricordato come la sua tesi di laurea sulla la legge dell’Obiezione di Coscienza alla Vivisezione del 1992 abbia sorpreso e sconcertato per la novità la Commissione esaminatrice, ed a me ha invece sorpreso la scarsa sensibilità etica di quella Commissione, che dovrebbe rappresentare la nostra elite culturale.
Mi hanno però lasciata perplessa i suoi dubbi sull’innocenza degli animali, che dimostrano come chi scrive li conosca poco, forse perché non ha mai convissuto con loro. Riconoscerne l’innocenza non vuol dire ignorare che tanti amanti degli animali stravedano per i loro pets, come certe madri che annoiano il prossimo con le lodi dei loro pargoli. Ma si tratta in fondo di un’umana debolezza!
Tayllerand diceva che Dio ha dato la parola agli uomini per nasconderne i pensieri, e agli animali manca questa capacità umana. Infatti loro, non cercano di apparirci migliori, e non sanno fingere, sono trasparenti nelle loro paure, gioie e devozione. Anche i bambini sono innocenti, ma per poco, in quanto le attitudini caratteriali genetiche si slatentizzano presto in loro, e inoltre, dagli adulti imparano l’egoismo, e la menzogna. Gli animali non imparano i nostri vizi, e sono completamente indifesi nelle nostre mani.
Loro hanno una grande capacità di amare, e queste non sono teorie di patetici cinofili, ma affermazioni di scienziati come C. Darwin e moltissimi altri. Questa è anche la constatazione empirica di chiunque abbia avuto cani o gatti, che sa di aver avuto con l’amore del proprio animale un dono unico. E allora, perché non ammetterlo, perché qualche benpensante ha posto i limiti dell’ipocrisia politically correct anche all’animalismo?
Vi è stata gente che ha avuto il mondo ai propri piedi, re statisti, cardinali, artisti, o gente comune, o ergastolani conquistati dall’amore dei loro animali, e quando li hanno perduti, tutti hanno ugualmente sofferto come per la perdita di un famigliare, o anche di più.

 

blonda ruffa Giovedì, 14 Febbraio 2008

CAPPOTTINI al cane – e la FERRARI ?

Chissà perché la vista di un cane col cappottino richiama alla mente di qualcuno i bambini affamati, ma non altrettanto la vista gioielli, della Ferrari, simbolo del lusso, ( perché con il limite di velocità a cosa serve?), e i compensi stratosferici di calciatori, cantanti, dive, acclamati come divinità da gente isterica sembrano interessare poco. E gli sprechi, i botti, Fuochi d’artificio, gli Stadi megalitici, come mai nessuno li nota e non pensa ai bambini denutriti i del terzo mondo?

Solo gli animali, contrapposti di volta in volta ai bambini, agli anziani, ai disabili sembrano essere la causa dei mali del mondo, mentre sono invece gli animali ad essere torturati e sfruttati da secoli per divertimento nei circhi, abbandonati sulle strade, seviziati negli allevamenti intensivi, nei laboratori di vivisezione più orribili. Gandhi disse scandalizzando i cattolici ” il peggior delitto che l’umanità possa commettere è quello di torturare gli animali con la vivisezione “, ma l’uomo, che i teologi cattolici considerano l’apice, lo scopo della creazione commette questo crimine e lo trova addirittura codificato. L’Art. 2418 del Catechismo della Chiesa Cattolica, edito nel 1992 recita: ” Le sperimentazioni medico scientifiche (eufemismo di vivisezione) sono moralmente accettabili perchè contribuiscono a salvare vite umane.”
Ma è sconfortante, il misero paragone bambini/animali in un forum animalista, perché i nostri animali, sono anche la nostra coscienza e ci insegnano tante cose, in loro troviamo la spontaneità, l’innocenza, perché loro amano incondizionatamente e ci perdonano tutto.Io penso che l’uomo non se lo meriti neppure l’amore di un animale, ed è per questo che perderli fa tanto male.

P.S. Il VET raccomanda il cappottino per gli animali a pelo corto quando sono anziani e deboli poiché, abituati negli appartamenti surriscaldati potrebbero risentire troppo lo sbalzo di temperature sotto zero, quindi gli indignati si rassegnino.

 

blonda ruffa Mercoledì, 09 Gennaio 2008

il prezzo delle galline è troppo alto

In merito alla crudeltà inflitta agli animali ve ne è una su cui si riflette troppo poco, ed è quella inferta alle galline, genere di consumo a basso costo per noi, ma non per loro che pagano un costo altissimo di sofferenza.
Le galline degli allevamenti intensivi non hanno mai conosciuto l’aria pura, non sanno cosa sia un ciuffo d’erba o un raggio di sole sulle piume, un sonno al buio appollaiate in alto, ma luci artificiali notturne per ingozzamenti tesi ad affrettare i tempi di crescita e del conseguente profitto, loro infatti conoscono solo la sofferenza.
E’ di questi giorni la notizia che all’inizio dell’anno, alcuni animalisti sono penetrati la notte in un allevamento di Auckland – Nuova Zelanda – e hanno fotografato le povere bestie nel….habitat imposto dagli allevatori e ne hanno liberate trenta.
Gabbie piccole, appena più alte di scatole per scarpe, in cui non hanno possibilità di movimento per cui sfregando in continuazione sulle sbarre sporche di escrementi, perdono le piume ed hanno sovente infezioni che richiedono l’uso di antibiotici per cui hanno nelle carni tracce di farmaci.
Come possono rappresentare un buon alimento bestie tenute in quelle condizioni ?
Come sorprenderci se la natura oltraggiata si vendica, e il morbo della mucca pazza, e l’aviaria che esplode di tanto in tanto sono segni che dovrebbero insegnarci qualcosa. Già l’aumento abnorme dei tumori verificatesi negli ultimi 20 anni sono significativi, e sono in continuo aumento in persone sempre più giovani!
Ed è inutile esorcizzarli con l’annuncio di nuovi vaccini o farmaci contro queste epidemie che servono soprattutto a impinguare chi li produce! Dal momento che gli animali ci servono perché li mangiamo, trattiamoli meglio, invece di inventare nuovi inutili farmaci, perché il problema temo si ripresenterà una volta o l’altra in una forma più tragica!
Sul sito www.agireora.org il caso è ben dettagliato e corredato di foto.